La barzelletta del paziente bagnino che smonta il medico fa ridere da sempre

Ridere fa bene, lo sappiamo tutti. Ma perché il nostro cervello considera divertente qualcosa? La risposta sta in un meccanismo evolutivo preciso: ridiamo quando percepiamo un’incongruenza tra ciò che ci aspettiamo e ciò che accade davvero. È la cosiddetta “teoria dell’incongruenza”, una delle più accreditate in psicologia cognitiva. E non siamo soli in questo: i ratti, se solleticati, emettono ultrasuoni che assomigliano in modo sorprendente a una risata. Anche gli scimpanzé ridono, anche se il loro “hehehe” suona un po’ meno elegante del nostro. La risata, insomma, non è una prerogativa esclusivamente umana, ma è certamente la nostra specialità.

Nella storia, il senso dell’umorismo ha cambiato forma più volte. Gli Antichi Romani erano maestri dell’ironia politica e sociale: si facevano beffe dei nuovi ricchi arrivisti, degli schiavi saccenti e, naturalmente, dei medici. Già, proprio loro. Perché il rapporto tra paziente e dottore è da sempre una miniera d’oro per la comicità: da una parte chi sa tutto (o almeno così crede), dall’altra chi paga il conto.

La barzelletta

Un signore va dal medico perché ha sempre la tosse. Il dottore lo visita, gli ascolta i polmoni e poi gli dice:

– Non è nulla di grave, è solo un piccolo disturbo…

– Davvero, dottore? Oh, meno male!

– Sì sì, non si preoccupi… è solo un piccolo disturbo che lei potrà risolvere definitivamente passando due settimane di vacanza al mare.

Al che il paziente lo guarda perplesso:

– Dottore, ma è sicuro?

– Certo che sono sicuro… Che domande mi fa! Lo sa, lei, che io faccio il medico da trent’anni??

– E lei lo sa che io sono quarant’anni che faccio il bagnino???

Perché fa ridere

Il meccanismo comico qui è un classico ribaltamento di autorità. Il medico usa la propria esperienza come scudo per chiudere il discorso: trent’anni di carriera, mica bruscolini. Ma il paziente, con una semplicità disarmante, smonta tutto con un solo colpo: lui di mare se ne intende ancora di più. Il dottore, in pratica, ha appena prescritto una cura che il paziente somministra agli altri da quarant’anni. L’ironia sta nel fatto che l’esperto si scopre improvvisamente il meno esperto della stanza, e lo fa senza nemmeno rendersene conto. Un classico esempio di comicità per incongruenza, proprio come ci insegna la psicologia cognitiva.

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