La risata è una delle poche cose che accomuna tutti gli esseri umani, indipendentemente da cultura, lingua o latitudine. Ma perché ridiamo? Gli studiosi di neuroscienze hanno scoperto che l’umorismo attiva il sistema limbico, la stessa area del cervello coinvolta nel piacere e nella ricompensa. In sostanza, una buona barzelletta funziona come una piccola dose di dopamina. E non siamo soli: anche i ratti, i cani e i grandi primati producono qualcosa di simile alla risata durante il gioco. Certo, nessuno di loro ha mai apprezzato una barzelletta sull’erario. La teoria più accreditata sull’umorismo è quella dell’incongruenza: ridiamo quando un’aspettativa viene sovvertita in modo inatteso ma logicamente coerente. Gli Antichi Romani, per esempio, erano maestri dell’ironia politica: si facevano beffe dei politici corrotti, dei nuovi ricchi (novi homines) e delle mogli tradite, come testimoniano le satire di Giovenale e Marziale. Insomma, l’umorismo è sempre stato uno specchio deformante della società. E questa barzelletta ne è la prova.
La barzelletta: l’italiano, la Ferrari e la banca di New York
Un signore italiano entra in una banca di New York e chiede di parlare con un impiegato addetto ai prestiti. Spiega di dover partire per l’Italia per un mese e di avere bisogno di un prestito di 5.000 dollari.
Il funzionario, ovviamente, gli comunica che la banca richiede alcune garanzie per erogare il credito. L’italiano, senza battere ciglio, tira fuori le chiavi di una Ferrari parcheggiata proprio lì fuori, davanti all’ingresso. Consegna anche il libretto di circolazione e i documenti dell’assicurazione.
Il funzionario accetta l’auto come garanzia collaterale. Il presidente della banca e i suoi colleghi si fanno quattro risate alle spalle di quell’italiano che usa una Ferrari da 250.000 dollari come pegno per un prestito di soli cinquemila. Un impiegato porta la macchina nel garage sotterraneo della banca, quasi con reverenza.
Due settimane dopo, l’italiano ritorna, puntuale. Restituisce i 5.000 dollari e salda gli interessi: 15 dollari e 41 centesimi. Il funzionario, visibilmente incuriosito, non riesce a trattenersi:
«Gentile signore, siamo davvero lieti di averla avuta come cliente. Tuttavia, dobbiamo confessarle una certa perplessità: abbiamo raccolto qualche informazione sul suo conto e risulta che lei sia un milionario. Come mai si è dato la pena di richiedere un prestito da 5.000 dollari?»
La risposta dell’italiano è fulminante:
«Secondo lei, dove posso trovare a New York un posto dove parcheggiare per due settimane la mia Ferrari per 15 dollari e 41 centesimi, con la certezza di ritrovarla al mio ritorno?»
Perché fa ridere? La spiegazione della barzelletta
Questa barzelletta è un esempio perfetto di umorismo per incongruenza: per tutta la storia si costruisce l’immagine di un italiano ingenuo che usa una Ferrari come garanzia di un prestito ridicolmente basso. La banca lo deride. Il lettore è portato a pensare lo stesso.
Poi arriva il ribaltamento: l’italiano non è uno sprovveduto. Ha semplicemente trovato il parcheggio più sicuro e conveniente di New York, sfruttando il sistema bancario come se fosse un deposito bagagli di lusso. Chi ride per ultimo, ride meglio — e in questo caso ride anche in italiano.
