Ridere è una delle attività più antiche e universali dell’essere umano, ma cosa scatena davvero la risata? Gli scienziati la chiamano “incongruity theory”: il cervello ride quando si aspetta una cosa e ne riceve un’altra. Un corto circuito cognitivo che produce — quasi per magia — una risata liberatoria. E no, non siamo gli unici: anche i topi, i cani e i grandi primati emettono suoni simili alla risata durante il gioco. Ma nessuno, va detto, ha mai capito una barzelletta sul matrimonio come la capiamo noi.
Nella storia, l’umorismo ha cambiato pelle continuamente. Gli antichi Romani ridevano soprattutto di chi scivolava in fondo alla scala sociale: il povero, lo straniero, il marito tradito erano i bersagli preferiti dei comici dell’epoca. Già allora, il matrimonio era fonte inesauribile di ironia. Nulla di nuovo sotto il sole, insomma.
La barzelletta: prima e dopo il matrimonio
PRIMA DEL MATRIMONIO:
- Lei: Ciao!
- Lui: Finalmente! Da quanto tempo aspettavo questo momento!
- Lei: Vuoi che vada via?
- Lui: NO! Come ti viene in mente? Solo a pensarci, rabbrividisco!
- Lei: Mi ami?
- Lui: Certamente! A tutte le ore del giorno e della notte!
- Lei: Mi hai mai tradito?
- Lui: NO! MAI! Perché me lo chiedi?
- Lei: Vuoi baciarmi?
- Lui: Sì, ogni volta che ne ho l’occasione!
- Lei: Saresti mai capace di picchiarmi?
- Lui: Sei impazzita? Lo sai come sono io!
- Lei: Posso fidarmi di te?
- Lui: SÌ!
- Lei: Tesoro…
DOPO SETTE ANNI DI MATRIMONIO:
Basta leggere il testo dal basso in alto.
Perché fa ridere?
Il meccanismo comico qui è puro genio della semplicità. Le stesse identiche risposte, lette al contrario, ribaltano completamente il significato di ogni frase. Quello che prima era amore cieco e devozione totale, riletto dopo sette anni di convivenza diventa cinismo, stanchezza e qualche confessione imbarazzante. Il colpo di scena non è nella battuta finale, ma nell’istruzione di lettura: “dal basso in alto”. Chi la capisce subito ride due volte: una per la barzelletta, una per se stesso.
